Mi sono appena licenziato, voglio avviare un’impresa tutta mia

Autore: Ali Mese / Traduzione: Mariana Serra

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«Domani alle 05:00 a. m., volo AZ610 da Roma a New York». Un SMS del genere arrivava nel mio BlackBerry tutte le domeniche per svelarmi la destinazione del mio successivo viaggio di lavoro. Una vita chiusa dentro una valigia. Una vita da consulente che ti fa perdere di tutto, una vita di affari stravaganti e studi impegnativi che ti prepara a diventare lo schiavo perfetto delle grandi multinazionali.

Dopo aver dormito poche ore, il tassista privato oggi mi avrebbe accompagnato all’aeroporto di Fiumicino per prendere il mio volo in classe business per New York. Una volta arrivato nel mio lussuosissimo albergo a cinque stelle avrei dovuto registrarmi per poi andare all’appuntamento con il mio cliente. Avevo un salario molto alto che mi consentiva di vivere dignitosamente. La compagnia per il quale lavoravo era infatti una delle più generose nel mio campo.

I miei genitori

Tuttavia c’era qualcosa nella mia vita che non mi rendeva soddisfatto. Ero stufo della mia routine… così un giorno chiamai i miei genitori dicendogli: «Papá, mamma, mi sono appena licenziato, voglio avviare un’impresa tutta mia».

A mia madre quasi, le venne un attacco cardiaco. Non era proprio ciò che una madre perfezionista come lei avrebbe voluto ascoltare dopo anni di sacrifici per farmi studiare in una delle migliori scuole di business del mondo. Cercai di tranquillizzarla, però tutti i miei tentativi risultarono vani.

«Mamma, odio il mio lavoro. Tutti i giorni questi consulenti fingono di essere felici e prendono pillole della felicità. Dormo solo 3 o 4 ore al giorno. Tutti i benefici che l’impresa mi aveva promesso non esistono. Ricordi il famoso hotel a cinque stelle? Lavorando 20 ore al giorno mi viene un po’ difficile usufruirne. La colazione da re? Ho giusto il tempo per prendere un caffè in piedi. Pranzi e cene deliziose? In realtà è solo un panino di fronte ad un foglio Excel.

»ahh dimenticavo: durante tutto il viaggio invece di bere champagne e rilassarmi, continuo a stressarmi di fronte ai fogli di calcolo. Lo stipendio meraviglioso? Non ho mai il tempo per spendere neanche un centesimo!

»Odio la mia vita, è la vita di un perdente. Non riesco neanche ad incontrarmi con la mia fidanzata. Non posso sopportare questa vita un giorno di più, voglio avviare un’impresa!»

Sapevo che provenendo da una famiglia di dipendenti dello stato sarebbe stato difficile spiegargli le mie intenzioni di avviare un’impresa, quello che non mi aspettavo e che mia mamma mi chiamasse la mattina seguente dicendomi: «Allora raccontami come vanno gli affari? La tua impresa sta crescendo?!»

A prescindere da ciò che rispondessi, non riuscii a spiegargli in nessuna maniera che un’impresa non si costruisce in un giorno e che è necessario del tempo per vedere i risultati.

Fidanzata e amici

Avevo la fidanzata più comprensiva del mondo. Inoltre era arrivato il momento di condividere la notizia anche con i miei amici. Dissi a tutti che mi ero licenziato per inseguire il mio sogno e avviare un’impresa. Alcuni dei miei amici si allontanarono da me, probabilmente perchè pensavano che fossi completamente impazzito. Comunque la maggior parte di loro mi appoggiò.

Presto mi accorsi di voler evitare le riunioni sociali. Ogni volta che mi riunivo con questi amici non avevo molto da raccontare quando mi chiedevano: «come va la tua impresa? Diventerai il nuovo Zuckerberg,?» e «Siamo molto orgogliosi di te e siamo sicuri che presto incontrerai investitori».

Creare la mia impresa fù un lungo viaggio e dovetti attraversare periodi molto stressanti a causa delle continue pressioni che avevo intorno.

Con il passare del tempo iniziai ad evitare tutte le situazioni sociali sentendomi sempre più solo e depresso. La mia compagnia non stava facendo progressi rapidamente come si aspettavano i miei amici. Ero stanco di continuare a spiegare alle persone che le imprese e gli affari si costruiscono con il tempo. L’unico luogo in cui mi sentivo a mio agio era insieme ai miei amici imprenditori, mi sembrava fossero gli unici in grado di comprendermi.

Denaro, denaro, denaro

Come se la pressione sociale e la solitudine non fossero abbastanza, dopo poco tempo arrivò un’altra mazzata: ero completamente al verde!

Questo riduceva la mia creatività e la mia capacità di prendere decisioni importanti, Entrai nel panico, ero ossessionato dall’idea di raggiungere il successo e guadagnare soldi. Chiesi persino un prestito alla mia fidanzata, non avevo i soldi neanche per una bottiglia d’acqua. Non sapevo che quello era solo l’inizio di una vita molto difficile piena, un percorso ricco di alti e bassi.

Avviare un’impresa tutta mia

Sono passati più di due anni da quei giorni. Ora scrivo questo blog da un magnifico centro vacanze a Phuket, Thailandia, mentre bevo un mojito. No non vi sto prendendo in giro. Certo, non sono diventato il fondatore di un’impresa miliardaria però i guadagni della mia compagnia mi permettono di viaggiare per il mondo e lavorare dovunque ci sia wifi. Comunque ci sono cinque cose che avrei voluto chiedere a me stesso prima di cominciare quest’avventura, cinque domande che credo si debba porre chiunque sia intenzionato ad avviare un’impresa.

1. Sei preparato ad affrontare la pressione sociale?

Se i nostri amici e familiari non sono imprenditori, sarà molto difficile fargli capire le nostre esigenze e i nostri obiettivi, pertanto devi tenere in considerazione la pressione sociale a cui andrai incontro. Per quanto mi riguarda, ero molto preoccupato di ciò che gli altri pensavano di me e questo mi ha quasi rovinato la vita. Ero troppo esigente con me stesso e lavoravo senza sosta per annunciare alla gente il mio successo prima possibile. Questo fino a quando non mi accorsi che a nessuno importava delle mie azioni e mi domandai: Perchè dovrei preoccuparmi delle opinioni altrui? Se ti preoccupi per quello che gli altri pensano di te stai perdendo il tuo tempo e non riuscirai a focalizzarti correttamente sulla tua impresa. Per favore apri gli occhi, io aprii i miei troppo tardi.

2. Sei single o hai un/a fidanzata/o che ti appoggia incondizionatamente?

Con il passare del tempo trascorriamo molto più tempo con il nostro compagno/a che con i nostri amici o familiari. La mia fidanzata mi ha sempre appoggiato, però molti dei miei amici imprenditori non hanno avuto la stessa fortuna. Avviare la tua impresa sarà un duro lavoro molto più complesso di quanto ora possa immaginare.

3. Hai il denaro necessario almeno per un anno?

Bene! Ora moltiplica la cifra che hai pensato per tre, credimi i soldi finiranno molto prima di quanto ti immagini. Ci saranno molte spese impreviste: consulenti, avvocati, iPhones, pc, etc. Preparati per andare a vivere in un appartamento più piccolo, ad avere meno cibo e a contare i centesimi. Il successo arriverà lentamente e si dissolverà rapidamente se non lo saprai gestire. Devi essere intelligente, fatti furbo e inizia a pianificare sin dal primo giorno.

4. Sei pronto a fare le nottate?

Tieni conto che perderai ore di sonno. Nel mio caso, iniziai addirittura a svegliarmi a mezzanotte. All’inizio perché ero emozionatissimo per le mie idee e non riuscivo ad attendere che fosse mattina per concretizzarle. Successivamente però quest’attitudine divenne troppo estrema. Lavoravo troppo, mi sembrava di non aver fatto mai abbastanza e volevo sempre fare di più. Inoltre, più tardi andavo a dormire più difficile mi risultava concentrarmi, per questo almeno due giorni alla settimana risultavano improduttivi. Il cammino per il successo è lungo, molto lungo a volte troppo.

5. Qual’è la tua definizione di successo?

Ognuno di noi ha diverse priorità nella vita. Per molte persone i soldi stanno al primo posto, per altre l’equilibrio tra il lavoro e la vita è imprescindibile. Pertanto la definizione di successo è diversa per ognuno. La complessità del tuo cammino dipenderà dalla tua definizione di successo. Se quello che cerchi è denaro e riconoscimento sociale è molto probabile che debba affrontare momenti molto difficili. Ricorda le parole di Hemingway: «E’ bene avere una destinazione, però è il viaggio che ciò conta dall’inizio alla fine» Ci sono un sacco di sognatori nel mondo che riescono negli affari ma che non fanno notizia nei giornali né in Tv. Non importa cosa dica la gente della tua impresa, segui le tue passioni e goditi il viaggio. Tony Guskin lo spiega perfettamente: «Se non costruisci il tuo sogno, qualcuno ti contratterà per costruire il suo”». (Ali Mese)